Traversata della Sardegna in bici (quando uno è coglione ci tiene ad esserlo anche su due o più ruote).

Seconda tappa, San Teodoro – Siniscola, 60 Km.

Iniziamo col dire che la notte passata a San Teodoro è stata una merda. Ho trovato il peggior campeggio del mondo. L’unico cesso (uno di numero) era uno schifo, la discoteca sulla spiaggia a poche decine di metri ha suonato fino alle 4 del mattino e l’assenza totale di regole ha fatto il resto. Gente che ha urlato per tutta la notte mi ha regalato una notte di riposo davvero ristoratore. Camping “cala d’ambra”, antipatici e pezzidemmerda, l’inferno sulla terra. Da provare.
Parto alle 7,30 tutto felice come un porco che cade in una vasca piena di ghiande. Pedalo per una decina di chilometri, vedo delle indicazioni, le seguo e sbaglio strada. Me ne accorgo dopo altri 7 chilometri, bui a parte dei quali in salita, mannaggialamadonne assortite e 40 minuti persi tra andare e tornare. Mi fermo in un bar di Budoni, c’è una stronzetta antipatica, con la scusa che non ci sono toast me ne vado bel bar di fronte, la tizia è leggermente più cortese e faccio colazione. Su riparte, Budoni per me è il male.
Si continua e dopo 30 chilometri circa di strada ora panoramica, ora cazzi, mi trovo a Siniscola. Faccio una nuova pausa e quando esco dal supermarket la tragedia, la ruota anteriore e forata. Salvo un terzo dei santi del calendario solo perché li tengo per le grandi occasioni, ad esempio per quando forerò la ruota posteriore. Mi metto in un posto all’ombra, attaccato ad una casetta, e smonto la camera d’aria, la riparo ma decido di mettere su quella di riserva, che una volta gonfiata cede, Dio lemure. Smonto di nuovo LO pneumatico e monto la camera d’aria testè riparata, ma la mia pompa non funziona, San Giuseppi che su sprecano. Nel frattempo il proprietario della casa di propone di aiutarmi. Dopo alcuni tentativi mi accompagna ad acquistare una camera d’aria buona. Decathlon e le sue camere d’aria possono andare affanculo. Tra monta e smonta perdo più di un’ora e mezza. Decido di fermarmi per pranzo. Saluto e ringrazio Gaetano per l’aiuto e vado in un ristorantino fantastico. Pasta con vongole, bottarga e ricci. Sburro, mi commuovo e ho visioni rosee del futuro. Ora il problema è: sono le 14.00 circa, la temperatura esterna è quella della superficie di Mercurio. Il buon senso suggerirebbe di mettersi il contrattempo in tasca, fermarsi e ripartire il giorno dopo, visto che mi aspettano ancora poco meno di quaranta chilometri. E che faccio io? Ovviamente me ne fotto e parto.
Inizia un percorso di sali scendi, fatica a palla ma arrivo a Siniscola. Chiedo consigli per un campeggio è fisico i uno dei campeggi più carini del secolo XXI. Mo mi riposo. Domani sono cazzi peggiori. Spero di no bucare di nuovo altrimenti dovrò chiedere a Giovanni Mucciaccia di crearmi nuovi santi che quelli attuali li ho praticamente finiti.
Ciao stronzi.

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