Lettera aperta a una che sta a 2.4 bar davanti e 2.8 dietro – Carmen Russo e l’ipocrisia da salotto

Carissima Carmenrusso, intanto davvero vivissimi complimenti per l’alta qualità del suo stato di conservazione. Senza dubbio, acquistare i canopi da IKEA è stata la migliore scelta che poteva fare, ottima qualità e materiali di prima scelta.

Veniamo tuttavia al motivo per cui le scriviamo.

Rappresentiamo una ditta di trasporti di merce ad alto rischio biologico, incaricata da settecentotrenta cliniche di cui lei, in passato, è stata cliente. I nostri clienti non hanno potuto fare a meno di notare la sua presenza all’evento, organizzato dalle associazioni animaliste a Torino nell’aprile 2014, in cui lei posa a fianco di striscioni che si esprimono contro la sperimentazione animale.

Inutile dire che il suo impegno in tal senso è lodevole. Esprimere in questo modo il suo amore per gli animali di qualsiasi specie, compresi l’orrido blobfish, gli spaventosi pipistrelli giganti o il vomitevole topommerda, non può che farle onore. Tuttavia, c’è un particolare che ha turbato il Gotha della chirurgia estetica nazionale. Ovvero il fatto che lei abbia in passato (ovvero fino a tredici minuti fa) attinto a piene mani dalle tecniche di restauro estetico estremo, tanto che il suo caso è finito nella letteratura scientifica del settore alla voce Opere Davvero Grosse e lei viene considerata Utente Premium dalle maggiori cliniche mondiali con tanto di premiazioni e tutto.

Ora, come lei ben sa, gli straordinari progressi delle tecniche di chirurgia estetica e tutto il processo legato agli interventi da lei effettuati negli ultimi 40 anni, sono stati resi possibili grazie alla sperimentazione animale dei prodotti clinici che a camionate le sono state depositate in corpo. Preparazione preoperatoria, anestesia, profilassi antibiotica, materiali inerti inseriti nelle numerose protesi che la rendono la versione a due gambe del canotto potente di James Bond, sono tutti prodotti testati sugli animali.

Poco male, di questo non deve assolutamente preoccuparsi, un errore del passato non si può giudicare e siamo certi che lei sia disposta a rimediare per mostrarsi coerente con la sua posizione contraria alla sperimentazione animale. Ed ecco il motivo per cui le scriviamo.

Dovrebbe estrarre, ovviamente a sue spese, tutte le protesi, il silicone, il botulino, la gommapiuma, il poliestere, il titanio, il rame (occhio alle bande dei rumeni, perché ne sono ghiotti), l’amianto e l’uranio impoverito dal suo meraviglioso corpo e consegnarlo al nostro corriere, che le manderemo dopo che ci avrà indicato ora e luogo del ritiro. Questa azione è necessaria per tutelare la reputazione dell’industria della chirurgia estetica italiana, ma anche il suo buon nome.

Daremo ovviamente al nostro corriere tutte le informazioni per riconoscerla. Il professor Nereo Guazzoni Gastaldi Malabrotti, noto luminare della tecnologia chirurgica estetica, ci ha informati sul fatto che dopo l’intervento di estrazione, lei dovrebbe assumere le sembianze di un materassino da campeggio appena sgonfiato e caricato nel baule alla bell’e meglio, misto a quel nonsoché di Tutankhamon all’apertura del sarcofago.

La ringraziamo sentitamente per la collaborazione restando in attesa di gentile riscontro.

Alleghiamo, per sua conoscenza, l’immagine del mezzo che verrà a prelevare il materiale da restituire. Grazie e ci saluti il suo cagnolino, Enzo Paolo e anche quell’altra piccola bestiola che tiene in mano.

Saluti, Exceptional Transports & Co. SpA737151_784492274902267_3258169301515834120_o camioncava

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