Eravamo tre stronzi all’autolavaggio

Quello che è successo a Napoli in questi primi giorni di ottobre è sconvolgente. La rabbia per quello che è stato fatto ad un ragazzino di quattordici anni, colpevole di essere in sovrappeso si è manifestata con forza nei confronti delle tre palle di merda che non sapendo come impiegare la loro inutile vita non hanno trovato di meglio da fare che stuprare un ragazzino. Sì perché si sta parlando di bullismo, di violenza, di tentato omicidio, ma vorrei ricordare a tutti che quanto è successo, nelle modalità barbare e assurde con le quali è l’aggressione è stata messa in atto, altro non si è trattato che di una violenza sessuale mascherata da bullismo, un vero e proprio stupro di gruppo finito in tragedia e che segnerà per sempre il fisico e la mente della vittima.

Sono incazzatissimo per questo. Da ex obeso conosco bene che tipo di vita faccia una persona che non riesce a rientrare nei parametri fisici considerati giusti dalla società moderna. Durante gli anni in cui io stesso ero in forte sovrappeso ho dovuto escogitare un modo per resistere alle umiliazioni che provenivano da chi mi stava attorno. Per mia fortuna ho saputo e potuto rifugiarmi nell’autoironia e ho imparato a ridere di me stesso, mentre affinavo le mie capacità di trarre qualcosa di cui ridere o sorridere da qualsiasi situazione avversa. Questo mi ha sempre aiutato ad alleggerire la vita, se non riuscivo ad alleggerire me stesso. Poi le cose sono cambiate, sono cambiato profondamente, ho recuperato la forma fisica e come conseguenza il mio rapporto con il circostante è cambiato. Del mio passato ho conservato solo il meglio, soprattutto la capacità di convertire in umorismo e ironia tutte le brutture che mi circondano. È stata una palestra di vita i cui effetti mi accompagneranno per il resto della mia esistenza.

Purtroppo non tutti hanno questo tipo di risorse interiori e molti trovano ben altri e meno costruttivi rifugi.

Chi diventa violento, chi mangia sempre di più fino ad uccidersi, chi si rinchiude in casa e chi fa finta di niente ma odia se stesso e si nega una vita piena e soddisfacente, mentre colleziona soprannomi sempre nuovi. Insomma, la società è una merda, ma ok, ognuno ha i suoi cazzi.

Spero che il ragazzino si rimetta presto, che i famigliari del trio di stronzi, alcuni dei quali hanno avuto il coraggio di contestare i capi di imputazione mossi dalla procura, chiedano il perdono alla famiglia della vittima e condannino pubblicamene le gesta di quei tre nullafacenti.

Per quanto riguarda i tre mentecatti in oggetto, spero tanto che le cose vadano così:

(Clicca sull’immagine per ingrandire)

Bulli-Napoli

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