Tu quoque, VuVuVù…

Circa quattordici anni fa un bravo comico genovese dà il via, vuoi o non vuoi (io ad esempio all’inizio volevo, poi no) ad una rivoluzione digital-culturale. Il blog, fino ad allora luogo di dissertazioni letterarie, artistiche e culturali, ricettine e fotografie brutte, diventa un fenomeno di impegno e denuncia su larga scala, esempio che poi cercheranno di imitare altri, ma suca.

Il torbido mondo del blogging, qui da noi, era appena nato e ancora si cercava di capire che cosa farne esattamente e, tac! Grillo ti salta fuori con sta novità e inizia a dire cose con un linguaggio nuovo. Parla di progresso, ecologia, snocciola dati scientifici e statistici, ma lo fa non come al mondo di Quark che se stai comodo sul divano l’ultima cosa che ricordi è Piero Angela che amoreggia con Paco Lanciano e poi ciao, buonanotte, no, ti appassiona, si incazza, ma è un’incazzatura catartica perché impersona la tua di incazzatura, la interpreta, ti fa pure ridere. Ti fa capire che la rabbia che hai dentro ce l’hanno un sacco di altre persone, ti piace leggere quei commenti, ce ne sono a migliaia e la pensano come te, tutti tranne quello che dice di parlare a nome degli alieni. Realizzi che l’Italia non è il paese abulico e ormai privato di ogni impegno politico e sociale che credevi.

Lì dentro è pieno di individui che, per un loro percorso personale, sono estranei ai partiti e stanno attendendo qualcuno che li guidi verso un nuovo modello di partecipazione. Lo fa col linguaggio aggressivo al quale ci ha abituati negli anni precedenti, ma portato all’estremo. Così, addestra il popolo del web al vaffanculo turbo, da tirare fuori non più solamente nelle grandi occasioni, ma un po’ quando ti pare. Poi le cose negli anni cambiano ed è Grillo ad iniziare a sentirselo dire.

Ecco, forse è un po’ prematuro parlare di rivolta del web, come ho letto su qualche giornale, anche perché le contestazioni sono avvenute in un ambito che meno virtuale di quello non si può. Tuttavia l’episodio delle contestazioni di Genova segnano il rito di passaggio del nostro  caro Beppone, che da condottiero si trasforma in bersaglio della rabbia popolare e tutto senza nemmeno essere membro del Parlamento, che uno dice: ok, fa parte del pacchetto.

E invece no, che loser.

Forse ha un po’ esagerato co’ tutti ‘sti vaffanculi. Il mostro prima o poi ti si rivolta contro. Ne sappiamo qualcosa io e i miei gas intestinali.

(Vignetta di fare paura)

Grillo-Frenknstein

 

 

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2 thoughts on “Tu quoque, VuVuVù…

  1. Mo non vorrei sembrare un po’ troppo banale, ma una rivolta de visu non è un filo più forte di una sul web?

    In ogni caso resto assolutamente convinta che l’Italia sia un paese abulico, proprio perché tutti manifestano un impegno politico e sociale. Da chiacchiera da baretto. Possibili/probabili mezzi di informazione in aumento e progressivo e parallelo aumento dell’ignoranza. Ma com’è?

    A me sembra di vivere nel Barocco, in attesa di un barlume di Illuminismo.

    Cmq a dì vaffanculo sò boni tutti.

  2. Infatti tutta quella rivoluzione non v’è mai stata, io sono stato molto attivo nei primi anni dei meetup. Ogni volta che mettevo su un progetto, i primi a cercare di abbatterlo erano proprio quelli interni al movimento, così ho capito un bel po’ di cose e me ne sono allontanato. Ho messo su una associazione di idee, ci troviamo bene.

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