200.000 A.C.

Il crocifisso, questo misterioso e longevo oggetto di culto. Straordinario aggregatore di menti impaurite. La religione è lo strumento più raffinato che l’uomo ha a disposizione per sentirsi qualcosa di più di un semplice prodotto biologico con scadenza ravvicinata.

70-80 giri del terzo pianeta attorno alla propria stella e PUF, non sei più niente. Altri due-trecento giri e ogni tua traccia è scomparsa. Non ci credi? Beh, si dà il caso che abbia qui con me una macchina del tempo a tachioni (stronzata fantascientifica, i tachioni non lavorano così, ma ha sempre funzionato nella SCI-FI, quindi ok).

*Suono onomatopeico del viaggio a ritroso nel tempo: DWIDWIDWIDWI-ZIN!*

Anno 200.000 avanti Cristo, Brunght, della tribù Gurgh sta macellando in santa pace un capriolo. Gli ha fracassato il cranio con la sua ascia di pietra e ora lo sta spellando. Gli dispiace sempre un po’ di dover sprecare quell’ottima materia grigia, centinaia di migliaia di anni dopo la gastronomia piemontese ne farà un piatto da gourmet, cervella impanate e fritte.

Insomma, è lì che tira con forza la pelle dell’animale, gli resta da strappare solamente l’ultimo lembo attaccato alle zampe posteriori, uno strattone deciso e via, carne pulita, rossastra e nutriente, da portare a Gruldba, la sua sposa, che chiamare sposa è un po’ azzardato visto che l’istituto del matrimonio sorgerà solo diverse migliaia di secoli più tardi.

Brunght è fiero della sua preda, ha affinato una strategia degna del campione della tribù. I membri del clan lo rispettano. È lui infatti ad aver migliorato le tecniche di caccia, ad aver per primo legato in punta ad una mazza una selce lavorata e tagliente con la quale abbatte le sue prede.

Brunght è diverso, in lui ha preso forma la ragione, anzi qualcosa in più, una coscienza strutturata. Non che gli altri membri del clan non ne siano provvisti, ma è un processo ancora tutto in divenire e Brunght è il più intelligente, il più sensibile, quello con la memoria più lunga.

Sole, caldo di un calore morbido, che benigno concede i suoi raggi, tanto splendente da non poter essere guardato in faccia, gli fornisce la luce, asciuga le pelli e secca la carne. È un padre benevolo, che fa coppia con una madre generosa, Acqua. La loro sostanza si lega perfettamente con l’essenza superiore di Brunght e Brunght vuole mostrargli tutta la sua gratitudine.

Prima di incamminarsi verso casa, quasi automaticamente, strappa un pezzo della carne migliore e lo sistema con cura su un caldo sasso esposto al sole. Ne getta un altro tra i flutti del vicino torrente. È compito di un figlio cresciuto bene provvedere ai suoi genitori elementali, questo è il sistema che ha elaborato per ringraziarli e nutrirli. Lo ha insegnato ad altri e i figli di questi lo hanno trasmesso ai propri figli, qualcuno dopo molte generazioni ha creato uno spin-off. Uno si è addirittura proclamato sciamano.

Tutti si prostrino. Siano inventati simboli e rituali, si diano nuovi nomi al sole, all’acqua e ai fenomeni misteriosi del mondo. Si incrocino due legni, vi si fissi un corpo morente con tre rozzi chiodi puntuti. Si incornicino visi di madonne piangenti e santi dagli strabilianti superpoteri. Si generino nuovi e più moderni miti, si chiamino a raccolta gli abitanti degli spazi extraterrestri e dei piani dimensionali tra una superstringa e l’altra. Si incanali, in mille aromi differenti la profonda, disperata necessità di sentirsi importanti per l’economia dell’universo. Sorgano le religioni che si prendano cura delle loro greggi.

Produca il genere umano, discendente da Brunght e da altri come lui, alcuni miliardi di individui soli e spaventati, bisognosi di tornare al padre celeste e alla limpida madre, apprendano essi dai sacri libri come offrire ispirati consigli e tremendi giudizi a chi ha timidamente avviato un processo di allontanamento dal primordiale bisogno di campare di comodi inganni e tremende suggestioni.

Che il capriolo, alla lunga, stufa.

Nice-Shot

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